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«questa guerra non è mica la guerra mia»

«questa guerra non è mica la guerra mia»

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scritture, contesti, linguaggi durante la Grande guerra

a cura di Rita Fresu

Dal tetto della tradotta che lo conduce al fronte, il milanese Giovanni Busacca (Vittorio Gassman), dopo essersi accapigliato col romano Oreste Jacovacci (Alberto Sordi), ribadisce con amarezza la sua estraneità a un evento lacerante, che non comprende, e non gli appartiene, condensandola nella nota frase del capolavoro cinematografico di Mario Monicelli, che emblematicamente si è scelta come titolo del volume: «questa guerra non è mica la guerra mia». Non è appartenuta al protagonista della pellicola monicelliana, così come non lo è stata di tanti, e di tante, che però per la guerra, e della guerra, sono stati costretti a scrivere. Per rispondere a un bisogno, inusitato per alcuni, meno estraneo, forse, per altri, ma per tutti, di fatto, segnato dalla necessità di individuare lo strumento adatto per farlo, in un momento storico e sociale in cui questo strumento (ancora) non c’era, anche attraverso un processo di avvicinamento tra “alto” e “basso” in cui si collocano infinite soluzioni intermedie, fatte di testi e di scriventi, di lingue e di linguaggi, che si contagiano, si mescolano, si amalgamano, si condizionano reciprocamente in una saldatura linguistica tra livelli che, di là dall’evento bellico, ha lasciato profonde tracce nella nostra storia culturale, in un gioco di contatti, scambi, travasi che qui si è cercato di mettere in luce.

pp. 376

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sommario

Scritture e Grande guerra: una storia linguistica tra “alti” e “bassi” di Rita Fresu

Esplora le storie: scritture popolari on-line dalla Grande guerra di Paola Cantoni

Ladino nelle scritture di guerra. Le lettere dal fronte di Simone Chiocchetti di Fabio Chiocchetti

La lingua italiana nei diari e nella corrispondenza dei soldati di Cortina d’Ampezzo di Paolo Giacomel

«Che cosa vuoi? La pace». La Grande guerra nell’Archivio di scrittura popolare di Vigevano di Cecilia Demuru

Il bersagliere Ettore Di Clemente ed i suoi «Appunti del combattente» di Paolo Muzi 

La guerra tra le righe: analisi linguistica di un epistolario in “italiano colto” di Sicilia di Luisa Amenta

«Giannì, non rientrare in Italì, finita la guerra finito tutto»: Grande guerra ed emigrazione nel diario di un semicolto sardo di Marzia Caria

Leo Spitzer e le circonlocuzioni per esprimere la parola ‘fame’ di Edeltraud Werner

Grande guerra e scritture esposte di Paolo D’Achille e Domenico Proietti

La grammatica del parlato nei sillabari e nei libri di lettura per le scuole reggimentali alle soglie della Grande guerra di Michela Dota e Massimo Prada

La propaganda durante la Grande guerra: analisi linguistica dei volantini dell’Archivio Storico di Rovereto di Silvia Loi

«Quattro parole, così, alla buona». Lessico e retorica negli opuscoli di propaganda durante la Grande guerra di Mirko Volpi

«So’ Italiano sì lo dico forte». Il dialetto nei giornali di trincea di Davide Pettinicchio

Marte in Venere: la Grande guerra sui giornali femminili italiani di Giuseppe Sergio

«Canta che ti passa». Primi sondaggi linguistici sul corpus dei canti della Grande guerra di Daniele Caldirola, Cecilia Demuru e Giuseppe Polimeni

Nascita di uno scrittore: note linguistico-stilistiche sul ‘Giornale di guerra e di prigionia’ di Carlo Emilio Gadda di Luigi Matt

leggi la recensione de "il Sole-24 Ore"

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